Dalla pratica clinica in cure palliative emerge sempre più come il prendersi cura di persone malate, e il
ritrovarsi ad affrontare la morte e il morire, susciti a livello conscio e inconscio, stati d’animo, pensieri,
e fantasie che possono provocare sofferenza psicologica negli operatori. Tale condizione emotiva, se
prolungata e non adeguatamente trattata, può impattare sul proprio benessere provocando spesso un
significativo peggioramento della qualità dell’assistenza e del benessere personale. Burnout,
compassion fatigue, e traumatizzazione vicaria, sono solo alcuni dei concetti che vengono più
frequentemente utilizzati per descrivere tale compromissione. Diventa quindi importante esplorare i
vissuti connessi alle proprie modalità comunicative e relazionali al fine di aumentare la consapevolezza
di sé, e favorire una riduzione del rischio emotivo a cui si è esposti nei processi di cura,
individualmente e come equipe.
Il corso, in due giornate che vedranno alternarsi momenti didattici, gruppi di lavoro finalizzati al
conseguimento di una maggiore capacità di ascolto di sé e dell’altro, vuole fornire metodologie
condivise e potenzialmente trasformative, nella crescita della consapevolezza emotiva dell’operatore.
In particolare si prevede
❖ Inquadramento teorico dello stress lavoro correlato in sanità;
❖ La consapevolezza emotiva dell’operatore in cure palliative
❖ Burnout, compassion fatigue emotional distress;
❖ i processi di conoscenza e consapevolezza emotiva di sé, così come i fattori di rischio predittivi del
burnout degli operatori